Stefania Andreoli 1600x580

STEFANIA ANDREOLI – LA MENTE IN SCENA

Testo di Luca Stano, Stefania Andreoli

Regia di Luca Stano Con Alice Redini

 

Spettacolo sconsigliato ad un pubblico inferiore ai 16 anni

 

Dopo il successo dei suoi libri e interventi pubblici, Stefania Andreoli debutta a teatro con “La mente inscena”, uno spettacolo nuovo, intenso e coraggioso, scritto e diretto da Luca Stano con la supervisione scientifica della stessa Andreoli. Accanto all’attrice Alice Redini, Andreoli porta sul palco la voce della“Doc”, figura simbolica che guida lo spettatore nel racconto di Hélène, personaggio affetto da disturbo borderline di personalità. Un’esperienza teatrale potente e autentica, che parla di salute mentale, fragilità e resistenza. Un’opera che non semplifica, ma resta: nello stomaco, nella mente, nel cuore.

Uno spettacolo profondamente attuale, che si rivolge ai giovani, ai genitori, agli educatori, a chiunque voglia ascoltare davvero. Un viaggio dentro le crepe dell’anima, che fa entrare luce e restituisce speranza.

Stefania Andreoli 1600x580

STEFANIA ANDREOLI – LA MENTE IN SCENA

Testo di Luca Stano, Stefania Andreoli

Regia di Luca Stano Con Alice Redini

 

Spettacolo sconsigliato ad un pubblico inferiore ai 16 anni

 

Dopo il successo dei suoi libri e interventi pubblici, Stefania Andreoli debutta a teatro con “La mente inscena”, uno spettacolo nuovo, intenso e coraggioso, scritto e diretto da Luca Stano con la supervisione scientifica della stessa Andreoli. Accanto all’attrice Alice Redini, Andreoli porta sul palco la voce della“Doc”, figura simbolica che guida lo spettatore nel racconto di Hélène, personaggio affetto da disturbo borderline di personalità. Un’esperienza teatrale potente e autentica, che parla di salute mentale, fragilità e resistenza. Un’opera che non semplifica, ma resta: nello stomaco, nella mente, nel cuore.

Uno spettacolo profondamente attuale, che si rivolge ai giovani, ai genitori, agli educatori, a chiunque voglia ascoltare davvero. Un viaggio dentro le crepe dell’anima, che fa entrare luce e restituisce speranza.

Th!nk 250x300 (1)

TH!NK

Uno spettacolo di e con Andrea Rizzolini

Scritto da Andrea Rizzolini e Marco Morrone

Regia di Piero Venesia

Sguardo esterno di Niccolò Fontana

Disegno luci e scene di Andrea Rizzolini

Prodotto da Officine dell’Incanto

 

Un viaggio sorprendente che fonde teatro, letteratura e filosofia con illusioni mozzafiato,  per uno spettacolo che non si limita a stupire, ma ti costringe a pensare per davvero.

 

TH!NK è uno spettacolo di mentalismo… che parla del mentalismo.

 

Un gioco di specchi in cui l’arte di “leggere nella mente” – resa celebre da serie televisive come The Mentalist o Lie to Me – diventa il punto di partenza per esplorare le  contraddizioni del pensiero umano: “zone di frizione” in cui le nostre credenze entrano in  contrasto tra loro e non è più così ovvio che cosa è reale e che cosa non lo è.

 

Attraverso esperimenti psicologici, illusioni percettive e momenti di lettura del pensiero, il  pubblico sarà protagonista di performance che sfidano l’impossibile.

 

Non conta tanto se quello che accade sul palco sia vero o no.

La domanda è: perché vogliamo credere che lo sia?

 

Uno spettacolo sovversivo, potente, rivoluzionario, che ti porta a camminare sul confine  tra realtà e finzione… per arrivare a rendersi conto che si tratta di una linea molto più  sfumata di quello che siamo disposti ad accettare.

 

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Moving Shadows 250x300

Moving Shadows – Our World!

Moving Shadows – Our World!”, una delle creazioni più sorprendenti e innovative della compagnia tedesca The Mobilés, arriva finalmente in tournée in Italia nella primavera 2026. Il celebre ensemble di Colonia, noto per aver incantato oltre un milione di spettatori in tutto il mondo, torna sotto i riflettori internazionali con un nuovo viaggio nel teatro delle ombre, ancora più poetico, creativo e sorprendente.

 

Moving Shadows”, gli artisti di The Mobilés hanno dato vita a un linguaggio scenico unico, capace di combinare movimento, danza, mimo, acrobatica e arte visiva in una forma narrativa interamente non verbale. Le loro performance, celebri per la precisione dei gesti e la leggerezza delle transizioni, trasformano i corpi degli artisti in paesaggi, animali, edifici e immagini evocative che appaiono e scompaiono dietro uno schermo, dando vita a un immaginario fluido e suggestivo.

 

Il loro lavoro ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali: dalla vittoria al Supertalent in Francia ai due premi conquistati al più grande festival della commedia del mondo, Juste pour rire di Montreal – il Creativity Award e l’Audience Award – Winner of Hearts. Un risultato unico nella storia quarantennale del festival. Inoltre, in Italia sono stati finalisti a Tú sí que vales.

 

Trasversale, adatto a ogni generazione, “Moving Shadows – Our World!” racconta la storia di un uomo che attraversa il proprio mondo fatto di musica, cinema, incontri e scoperte. Durante il suo viaggio intorno al pianeta trova l’amore e osserva luci e ombre della nostra epoca: la crisi climatica, i conflitti, le fragilità contemporanee, ma anche i sogni e le visioni che continuano ad animare l’umanità.

 

Leggerezza, poesia, commedia, precisione e arte del movimento si intrecciano in immagini delicate e potenti, capaci di far sorridere, meravigliare, commuovere, riflettere e – talvolta – a cambiare prospettiva.

 

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Moving Shadows Giraffen

Silvia Mezzanotte 250x300

Silvia Mezzanotte canta Mina

Pianoforte e direzione: M° Andrea Albertini

Orchestra: Ensemble Femminile Le Muse

 

Silvia Mezzanotte è una delle voci più apprezzate del panorama musicale italiano, nota per il suo lungo sodalizio con i Matia Bazar e per la sua carriera solista. Ha partecipato a numerosi spettacoli teatrali e televisivi, vincendo anche il programma “Tale e Quale Show” nel 2016 con interpretazioni memorabili, tra cui “Brava” di Mina.

 

Lo spettacolo “Omaggio a Mina” è un tributo alla leggendaria “Tigre di Cremona”. Sul palco, Silvia interpreta con talento e rispetto i brani più iconici di Mina, come “Grande grande grande”, “E se domani” e “L’importante è finire”. L’accompagnano l’orchestra tutta al femminile Ensemble Le Muse, diretta dal Maestro Andrea Albertini. È un viaggio emozionante che celebra la musica e l’eredità di una delle più grandi artiste italiane.

Finocchiaro 250x300

Angela Finocchiaro – IL CALAMARO GIGANTE

Dal romanzo omonino di Fabio Genovesi

Adattamento di Fabio Genovesi, Angela Finocchiaro e Bruno Stori

Regia Carlo Sciaccaluga

Musiche Rocco Tanica e Diego Maggi

con Marco Buldrassi, Simone Cammarata, Sofia Galvan, Stefania Menestrina Caterina Montanari, Francesca Santamaria Amato, Beniamino Zannoni

Organizzazione Carmela Angelini e Produzione esecutiva Michele Gentile 

 

Lo spettacolo parla a un pubblico di ogni età, ma riesce a incantare soprattutto i più giovani, che vi trovano messaggi nuovi, positivi, profondamente incoraggianti.

 

Offre loro una forte spinta motivazionale: quel “ce la puoi fare” di cui hanno disperatamente bisogno, in un mondo che troppo spesso – dagli adulti ai media, fino allo scenario globale – li bombarda con crisi, conflitti e mancanza di prospettive. Il Calamaro Gigante li invita invece a credere nei propri sogni e a lasciarsi guidare da essi. A non tenere la testa bassa né i piedi troppo per terra. Perché solo così, forse, si può imparare a volare.

 

C’è anche una spinta educativa: lo spettacolo restituisce vita e fascino a epoche storiche che i ragazzi conoscono solo attraverso i libri di scuola, spesso rigidi e distanti. Ne svela lati inaspettati, emozionanti, e dimostra che la storia, la scienza, tutto ciò che studiano ogni giorno, può parlare anche di loro, della loro vita, dei loro sogni.

 

Infine, c’è una forte spinta ambientale, trattata con uno sguardo originale e luminoso. Mentre il discorso ecologico si affida quasi sempre a immagini cupe e scenari catastrofici – animali morenti, dati allarmanti, paesaggi distrutti – Il Calamaro Gigante sceglie un approccio opposto: racconta le meraviglie degli oceani, la bellezza delle creature che li abitano, l’incanto della natura. Perché solo ciò che ci affascina davvero riesce a smuoverci. Solo la meraviglia può accendere il desiderio di proteggere.

 

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A Christmas Carol – Il Canto di Natale

La Trama

È la vigilia di Natale, nella Londra del 1843, e tutti si accingono a festeggiare la ricorrenza. Solo il vecchio usuraio Ebenezer Scrooge, mal sopporta questa festività. Dopo aver cacciato in malo modo tre uomini che gli chiedono un contributo per i bisognosi, Scrooge, chiuso il negozio, si reca solitario verso la sua dimora. Durante la cena prima di andare a letto, riceve la visita dello spirito di Jacob Marley, suo vecchio socio, morto sette anni prima proprio la notte della vigilia di Natale. Lo spirito di Marley è avvolto da pesanti catene alle cui estremità pendono dei forzieri: catene che sono conseguenza dell’avidità e dell’egoismo perpetrati mentre era in vita. Scrooge, spa­ventato, chiede al vecchio socio come poter evitare la stes­sa sorte e Marley gli rivela di essere ancora in tempo per mutare il suo destino. Prima di congedarsi, gli annuncia l’immediata visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. I tre spettri, tra flashback e premonizioni riusciranno a mutare l’indole meschina ed egoista di Scrooge, che si risveglierà la mattina di Natale con la consapevolezza che l’avidità del denaro e l’attaccamento alle sole cose materiali sono sbagliati: finalmente la carità e la fratellanza si faranno largo nel cuore del vecchio usuraio, che per la prima volta trascorrerà il Natale con il nipote Fred e la sua famiglia.

 

Note di regia

Il personaggio di Ebenezer Scrooge, al di là del semplice racconto e del signifi­cato intrinseco della novella dickensiana, potrebbe essere facilmente ricondotto ad una certa tendenza del mondo di oggi: quella dell’indifferenza, dell’intolleranza, dell’essere asociali, pur nell’epoca dei social. Tra un’umanità che va sempre più in fretta, oggi si tende spesso a rinchiudersi nel proprio guscio, nel proprio mondo, con il pro­prio cellulare e i propri auricolari, per isolarsi da tutto e da tutti. Ecco dunque che il monito del defunto amico Marley, che appare a Scrooge nelle vesti di uno spettro proprio per suggerirgli un cambiamento nella sua vita e nel suo carattere, dovrebbe essere un’esortazione per tutti noi, verso un atteggiamento che guardi maggiormente agli altri. Se tutto questo è poi accompagnato dalle meravigliose musiche di Alan Menken, per la prima volta presen­tate in Italia, allora un messaggio così forte non può che divenire vincente e positivo per farci riflettere, sia pure all’interno di una cornice divertente e di intrattenimento, su quanto una maggiore disponibilità verso il prossimo potrebbe cambiare e migliorare le nostre vite.

Fabrizio Angelini